{"id":2693,"date":"2026-06-16T11:13:03","date_gmt":"2026-06-16T09:13:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fastbookspa.it\/?p=2693"},"modified":"2026-06-16T17:08:51","modified_gmt":"2026-06-16T15:08:51","slug":"gli-anni-in-bianco-e-nero-francesca-giannone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fastbookspa.it\/index.php\/2026\/06\/16\/gli-anni-in-bianco-e-nero-francesca-giannone\/","title":{"rendered":"Francesca Giannone e il sogno di un mondo a colori"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u201cLa libert\u00e0 \u00e8 anche poter raccontare la propria storia\u201d<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Con <em><a href=\"https:\/\/www.editricenord.it\/libro\/francesca-giannone-gli-anni-in-bianco-e-nero-9788842935759.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gli anni in bianco e nero<\/a><\/em> inauguriamo anche un nuovo format di interviste: <strong>La regola dei tre<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il successo straordinario di <em>La portalettere<\/em> e <em>Domani, domani<\/em>, Francesca Giannone torna in libreria con <em>Gli anni in bianco e nero<\/em>, un romanzo corale ambientato nel Salento degli anni Sessanta che racconta la storia delle sorelle Elia e, attraverso di loro, quella di un Paese che cambia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con Francesca abbiamo anche sperimentato per la prima volta <strong>La Regola dei Tre<\/strong>, un nuovo modo di parlare dei libri a partire dagli oggetti. Funziona cos\u00ec: dopo la lettura scegliamo tre oggetti che ci sembrano custodire qualcosa dell&#8217;anima del romanzo. L&#8217;autore li scopre uno alla volta e da ciascuno nasce una conversazione diversa, spesso imprevedibile. Per <em>Gli anni in bianco e nero<\/em> gli oggetti scelti ci hanno portato a parlare di lavoro, cinema, musica, emancipazione femminile e di quel passaggio delicato da un mondo in bianco e nero a uno che prova finalmente a diventare a colori.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Guarda la videointervista su YouTube<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"LA REGOLA DE I TRE con FRANCESCA GIANNONE\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/U-uwiWTDNp8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel caso di Francesca Giannone, quei tre oggetti ci hanno portato dritti al cuore del romanzo: il lavoro, il cinema e la musica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le forbici e il valore dell&#8217;indipendenza<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo oggetto pescato sono state delle forbici da sarta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un simbolo quasi inevitabile per un romanzo che ha uno dei suoi centri nella sartoria della famiglia Elia, dove la madre Mescia lavora insieme alle figlie Maria e Giovanna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma quella sartoria \u00e8 molto pi\u00f9 di un semplice luogo di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDiventa un luogo di aggregazione della comunit\u00e0\u00bb, racconta Giannone. \u00ab\u00c8 il luogo delle confidenze, dove succedono le cose, dove le donne possono stare tra di loro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra quelle mura si intrecciano amicizie, racconti e confidenze, ma nasce anche qualcosa di pi\u00f9 grande: il desiderio di costruire una propria indipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maria e Giovanna decidono infatti di compiere un passo ulteriore, aprendo un atelier in citt\u00e0 e firmando le proprie creazioni con il loro nome.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un gesto che racchiude uno dei temi pi\u00f9 cari all&#8217;autrice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abRitorna anche in questo romanzo il tema dell&#8217;emancipazione femminile, della centralit\u00e0 del lavoro come strumento di libert\u00e0, dell&#8217;indipendenza economica che ti d\u00e0 la libert\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 la sartoria di famiglia, pur essendo uno spazio femminile, resta comunque sotto il controllo del padre padrone Pantaleo Elia. L&#8217;atelier, invece, rappresenta qualcosa di nuovo: uno spazio finalmente loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio in questa tensione tra ci\u00f2 che \u00e8 concesso e ci\u00f2 che viene conquistato che si muovono molte delle protagoniste di <em>Gli anni in bianco e nero<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fellini, il cinema e la rivoluzione di Mim\u00ec<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo oggetto ci porta nel mondo del cinema: una fotografia che richiama <em>La dolce vita<\/em> di Federico Fellini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 da qui che emerge la figura di Mim\u00ec, la pi\u00f9 giovane delle sorelle Elia e forse il personaggio pi\u00f9 emblematico del romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;inizio della storia la troviamo nascosta nella cabina di proiezione del cinema del paese. Il padre ha proibito alle figlie di frequentare il cinematografo perch\u00e9, sostiene, \u00abi film ficcano strane smanie nella capa delle femmine\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma Mim\u00ec non riesce a stare lontana da quello schermo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie alla complicit\u00e0 del proiezionista Cosimino osserva i film da una finestrella e il primo che vede \u00e8 proprio <em>La dolce vita<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLei rimane estasiata dal cinema\u00bb, racconta Giannone. \u00abE da quel momento ha un&#8217;epifania: decide che fare cinema sar\u00e0 il suo destino\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quel momento la cinepresa diventa molto pi\u00f9 di uno strumento creativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa cinepresa diventa per Mim\u00ec uno strumento di lotta. Lei la sua rivoluzione la fa filmando la vita cos\u00ec com&#8217;\u00e8, filmando la realt\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre intorno a lei scorrono le contestazioni studentesche, le lotte operaie e i primi fermenti femministi, Mim\u00ec sceglie di raccontare il mondo attraverso il proprio sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E forse non \u00e8 un caso che sia proprio la pi\u00f9 giovane delle sorelle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLei cresce in un mondo di femmine: le tre sorelle, la mamma, la zia. Questa compattezza, questa solidariet\u00e0, questa sorellanza le d\u00e0 una sorta di solidit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui nasce una delle riflessioni pi\u00f9 belle emerse durante l&#8217;incontro: ogni generazione eredita qualcosa dalle donne che l&#8217;hanno preceduta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLe donne che vengono prima di noi tracciano il sentiero su cui noi possiamo camminare pi\u00f9 libere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Cassandre e la forza della sorellanza<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando di Mim\u00ec e delle sue sorelle, il discorso \u00e8 arrivato inevitabilmente a uno degli elementi pi\u00f9 interessanti del romanzo: il Club delle Cassandre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un luogo protetto creato dalle donne per parlare liberamente di ci\u00f2 che, fuori da quelle mura, non potrebbe essere detto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 un luogo protetto in cui le donne possono dire ad alta voce quello che non oserebbero mai dire in societ\u00e0 perch\u00e9 verrebbero giudicate malamente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giannone lo collega alle prime forme di coscienza femminista che stavano nascendo proprio in quegli anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLe donne possono lasciarsi andare e parlare tra di loro. Sono state veramente una delle prime manifestazioni di quel movimento femminista che sarebbe esploso negli anni Settanta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel romanzo, come nella realt\u00e0, il cambiamento nasce spesso cos\u00ec: da una stanza, da una conversazione, dalla possibilit\u00e0 di sentirsi finalmente ascoltate.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Luigi Tenco e la colonna sonora di una generazione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ultimo oggetto era un vinile di Luigi Tenco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La musica attraversa tutto il romanzo e trova nella figura di Giovanna la sua interprete pi\u00f9 appassionata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 lei ad ascoltare la musica beat, i Beatles, Caterina Caselli, i Dik Dik. \u00c8 lei a sentire per prima il vento del cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa musica \u00e8 una grande protagonista del romanzo\u00bb, spiega Giannone. \u00abPer Giovanna diventa un mezzo per far sentire anche la propria protesta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cinema, moda e musica diventano cos\u00ec linguaggi diversi per esprimere lo stesso desiderio di libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggendo il romanzo si ha spesso la sensazione di vedere scorrere davanti agli occhi un film. E quando Mim\u00ec monta finalmente le immagini che ha raccolto durante anni di lotte e trasformazioni, quel film sembra avere gi\u00e0 la sua colonna sonora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una colonna sonora che parla di futuro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal bianco e nero al colore<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Verso la fine dell&#8217;incontro abbiamo inevitabilmente guardato al presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molte delle battaglie raccontate nel romanzo appartengono a un&#8217;Italia che oggi sembra lontanissima: quella del matrimonio riparatore, delle leggi discriminatorie, delle donne escluse da molte professioni e private perfino della possibilit\u00e0 di scegliere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure quelle conquiste non sono arrivate da sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel libro compare anche Franca Viola, la giovane siciliana che negli anni Sessanta rifiut\u00f2 il matrimonio riparatore diventando un simbolo di cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMim\u00ec la vede sui giornali e pensa: lei ha quindici o sedici anni e sta gi\u00e0 cambiando il mondo. Lo sta cambiando per tutte noi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse \u00e8 questo il cuore pi\u00f9 profondo di <em>Gli anni in bianco e nero<\/em>: la consapevolezza che ogni generazione eredita qualcosa da quella precedente e lascia qualcosa a quella successiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuello che all&#8217;epoca sembrava impossibile, impraticabile, adesso \u00e8 la realt\u00e0\u00bb, osserva Giannone. \u00abEd \u00e8 anche un invito a riflettere su quello che oggi ci sembra impossibile da realizzare e che fra cinquant&#8217;anni sar\u00e0 la quotidianit\u00e0 delle persone che verranno dopo di noi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una riflessione che resta addosso anche dopo l&#8217;ultima pagina. Come le storie migliori. E come quelle quattro sorelle che, una volta chiuso il libro, avremmo voluto continuare ad accompagnare ancora per molte pagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vuoi leggere altre interviste di Fastbook? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fastbookspa.it\/index.php\/News\/blog\/interviste\/\">QUI<\/a>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa libert\u00e0 \u00e8 anche poter raccontare la propria storia\u201d Con Gli anni in bianco e nero inauguriamo anche un nuovo format di interviste: La regola dei tre. 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