{"id":942,"date":"2023-11-21T14:42:51","date_gmt":"2023-11-21T13:42:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fastbookspa.it\/?p=942"},"modified":"2025-11-28T16:21:26","modified_gmt":"2025-11-28T15:21:26","slug":"942","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fastbookspa.it\/index.php\/2023\/11\/21\/942\/","title":{"rendered":"GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE"},"content":{"rendered":"\n<p>La scrittrice Ginevra Lamberti sul quotidiano <em>Domani<\/em> scrive, all\u2019indomani del ritrovamento del corpo della studentessa Giulia Ceccherin uccisa i giorni scorsi dall\u2019ex fidanzato: \u00abIl femminicidio \u00e8 la prova plastica che la violenza di genere non \u00e8 un raptus, ma uno strumento per disciplinare\u2026. L\u2019esercizio di potere (da parte dell\u2019uomo &#8211; NdR) \u00e8 assoluto, poich\u00e9 la vittima \u00e8 roba, possedimento, oggetto spersonalizzato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un esercizio di potere che \u00e8 stato portato alle estreme conseguenze in Italia 102 volte dal primo gennaio al 12 novembre 2023 (dati del Servizio Analisi Criminale della Polizia di Stato). Delle 102 donne uccise, 53 lo sono state per mano del proprio partner o ex.<\/p>\n\n\n\n<p>Sabato 25 novembre, a distanza di una settimana dal ritrovamento di Giulia, ricorre la <strong>Giornata Internazionale per l\u2019eliminazione della violenza contro le Donne<\/strong>. Leggere, documentarsi, approfondire il tema \u00e8 diventato un dovere civico per tutti. Noi di Fastbook abbiamo selezionato alcuni libri che riteniamo importanti: libri per capire, e per agire.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"358\" src=\"https:\/\/www.fastbookspa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-libri-titolo-1024x358.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-943\" srcset=\"https:\/\/www.fastbookspa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-libri-titolo-1024x358.jpg 1024w, https:\/\/www.fastbookspa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-libri-titolo-300x105.jpg 300w, https:\/\/www.fastbookspa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-libri-titolo-768x269.jpg 768w, https:\/\/www.fastbookspa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-libri-titolo-1536x537.jpg 1536w, https:\/\/www.fastbookspa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-libri-titolo-2048x717.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>IL SESSO DEBOLE <\/strong>(Gruppo Albatros Il Filo), di Simona Cardinaletti, psicologa e psicoterapeuta che ha fatto dell\u2019aiuto alle donne in difficolt\u00e0 la sua professione, riporta, agendo da amplificatore, le voci delle donne che hanno subito violenza: sono loro le migliori esperte sul tema, \u00e8 prima di tutto a loro che deve essere data la parola. Il volume si apre con l\u2019analisi delle caratteristiche tipiche della violenza di genere &#8211; viene esercitata sulle donne in quanto tali; ha radici storiche che affondano nella differenza di ruoli; ha dimensioni planetarie &#8211; per giungere alla conclusione che le donne che non hanno subito soprusi restano costantemente vittime potenziali, ingabbiate come sono in regole non scritte ma profondamente interiorizzate che le vedono subalterne. La differenza tra chi aiuta e chi viene aiutato, sostiene Cardinaletti, a volte risiede solo nell\u2019aver avuto la fortuna di non aver incontrato uomini violenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio a proposito di retaggi ineludibili, <strong>LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE NELLA STORIA<\/strong> (Viella editrice), antologia di saggi a cura di Simona Feci e Laura Schettini, presenta un&#8217;ampia rassegna sulla storia della violenza di genere, esplorando sia i contesti dove questa si \u00e8 prodotta e manifestata, in particolare nell&#8217;ambito delle relazioni familiari, sia le politiche del diritto adottate per regolarla e contrastarla. I testi si muovono lungo un arco cronologico ampio, dalla prima et\u00e0 moderna al presente, e spaziano tra aree differenti del territorio nazionale. \u00abLa violenza di genere &#8211; sottolineano le curatrici &#8211; nelle societ\u00e0 attuali \u00e8 qualcosa che viene da lontano, dal nostro passato, dalla lunga disparit\u00e0 tra uomini e donne\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Flaminia Sacc\u00e0, docente ordinaria presso l\u2019universit\u00e0 La Sapienza di Roma, con la ricercatrice Rosalba Belmonte in <strong>SOPRAVVISSUTE<\/strong> (Castelvecchi), attraverso numerose interviste a vittime di violenza di genere, indagano la rappresentazione che la loro personale rappresentazione degli autori dei soprusi, i fattori decisivi nella scelta di denunciare, il ruolo svolto dal contesto familiare e di prossimit\u00e0, dalle istituzioni e dai centri antiviolenza. \u00abTroppo spesso, infatti, la narrazione della violenza maschile contro le donne viene delineata da soggetti esterni \u2013 attori sociali e soggetti istituzionali \u2013 mentre le donne, che di quella violenza sono loro malgrado protagoniste, finiscono di frequente per essere escluse dalla costruzione della rappresentazione sociale di ci\u00f2 che hanno subito<a>\u00bb<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Fondamentale l\u2019aiuto che l\u2019una con l\u2019altra le donne si possono scambiare per liberarsi dal giogo della violenza maschile. L\u2019attivista e sociologa Lella Palladino in <strong>NON \u00c8 UN DESTINO<\/strong> (Donzelli), racconta storie di donne che da questa spirale sono uscite. <a>\u00ab<\/a>Ci si salva insieme alle altre. Quando si esce dall\u2019isolamento e si chiede aiuto. Il posto giusto sono i centri antiviolenza. Ci si salva nel momento in cui si ha la possibilit\u00e0 di confrontarsi con altre donne e di capire che non \u00e8 un problema individuale quello che si sta vivendo, ma \u00e8 una questione collettiva perch\u00e9 la violenza maschile sulle donne \u00e8 nella legittimazione culturale generalizzata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la sopraffazione psicologica che le donne subiscono spesso non ha nulla da invidiare a quella fisica che a volte le uccide. <strong>LA VIOLENZA INVISIBILE SULLE DONNE<\/strong> (Franco Angeli editore), di Elvira Reale, psicologa, esperta di salute della donna in un&#8217;ottica di genere, dimostra come il controllo coercitivo, anche in assenza di contatto fisico, riduca i gradi di libert\u00e0 di una donna attraverso il ricatto, le minacce, la colpevolizzazione, l\u2019isolamento. Cos\u00ec, la vittima degli abusi psicologici non osa neppure recarsi al Pronto Soccorso &#8211; non ha nulla da \u201cmostrare\u201d &#8211; quando invece gli strumenti per denunciare questo tipo di violenza, pi\u00f9 sotterranea ma altrettanto micidiale di quella materiale, esistono e si possono usare.<\/p>\n\n\n\n<p>La battaglia pi\u00f9 difficile, oggi, resta quella culturale, quella contro la matrice patriarcale e maschilista della societ\u00e0. Per questo vogliamo chiudere citando gli ultimi due versi della poesia che Cristina Torres-C\u00e1ceres, attivista peruviana, scrive all\u2019indomani dell\u2019uccisione di Mara Castilla, una studentessa di 19 anni uccisa nel 2017 a Puebla, in Messico, dall\u2019autista di un servizio taxi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l&#8217;ultima\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scrittrice Ginevra Lamberti sul quotidiano Domani scrive, all\u2019indomani del ritrovamento del corpo della studentessa Giulia Ceccherin uccisa i giorni scorsi dall\u2019ex fidanzato: \u00abIl femminicidio \u00e8 la prova plastica che la violenza di genere non \u00e8 un raptus, ma uno strumento per disciplinare\u2026. 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