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Premio Strega 2026: la dozzina dei candidati

Nella dozzina del Premio Strega 2026 convivono romanzi che rileggono la storia, racconti autobiografici e storie che indagano identità, memoria e relazioni.

È stata annunciata la dozzina del Premio Strega 2026, primo passo verso il riconoscimento più importante della narrativa italiana. Come ogni anno, la selezione offre uno spaccato vario della produzione recente, tra autori affermati e voci già consolidate che continuano a interrogare il presente attraverso forme e linguaggi diversi. In questo articolo passiamo in rassegna i titoli candidati al Premio Strega 2026, con una breve panoramica dei libri in gara.

Premio Strega 2026: la dozzina. La Rosa Inversa di Maria Attanasio, Sellerio

La rosa inversa – Maria Attanasio
Sellerio

Maria Attanasio torna alla narrativa con un romanzo che affonda nel Settecento siciliano. Tutto prende avvio dal ritrovamento, in un palazzo nobiliare, di un manoscritto autobiografico: La Rosa Inversa, scritto dal barone Ruggero Henares.

Attraverso la sua storia – dall’amicizia con il futuro Cagliostro alla fondazione di una loggia massonica in cui si discutono uguaglianza e libertà – prende forma un racconto che intreccia vicende personali e grandi trasformazioni storiche. Al centro, il conflitto tra spinte progressiste e resistenze conservatrici, in un mondo attraversato da idee nuove e pericolose.

Con il suo consueto sguardo tra ricerca storica e invenzione, Attanasio costruisce un romanzo che dialoga con il passato per interrogare il presente.

Storia di un’amicizia – Ermanno Cavazzoni
Quodlibet

Ermanno Cavazzoni racconta il legame con Gianni Celati in un libro che è insieme memoria, ritratto d’epoca e racconto di vita. Non una biografia né un saggio, ma una sorta di “favola vera” che attraversa anni di incontri, passioni letterarie e personaggi eccentrici.

Al centro c’è un’amicizia autentica, fatta anche di ironia e libertà, lontana da pose e costruzioni. Attorno, un mondo di scrittori e figure che hanno animato la scena culturale, osservati nei loro tic, nelle manie e nelle piccole grandezze quotidiane.

Ne viene fuori il ritratto delicato di un tempo ormai passato, raccontato con leggerezza e lucidità, come qualcosa che è già svanito ma continua a lasciare tracce nelle storie e nei ricordi.

Premio Strega 2026: la dozzina. Storia di un'amicizia di Ermanno Cavazzoni, Quodlibet
Premio Strega 2026: la dozzina. Donnaregina, di Teresa Ciabatti, Mondadori

Donna regina – Teresa Ciabatti
Mondadori

Teresa Ciabatti propone un romanzo che mette al centro un incontro improbabile: quello tra una scrittrice e un superboss, ‘o Nasone, accusato di decine di omicidi. È lei stessa a raccontarlo, incaricata da un giornale di intervistarlo pur del tutto digiuna di quel tipo di territorio.

Quello che nasce come un confronto distante e diffidente si trasforma presto in qualcosa di più complesso. Non sono tanto i racconti di violenza a colpirla, quanto le crepe: i ricordi, gli affetti, le perdite. Resta però il dubbio costante che tutto possa essere una forma di manipolazione.

Il vero punto di contatto emerge altrove, nel rapporto con i figli: entrambi si scoprono genitori incerti, attraversati da un senso di inadeguatezza. Così l’indagine sul boss diventa anche un viaggio personale, in cui la protagonista finisce per cercare, nelle strade di Napoli, qualcosa che riguarda da vicino la propria vita.

Lina e il sasso – Mauro Covacich
La Nave di Teseo

Mauro Covacich costruisce una storia che ruota attorno a Lina, una bambina di nove anni capace, con la sua presenza, di illuminare il mondo che la circonda. Vive con la madre Elena nella periferia di Roma, dopo la separazione dal padre, e con Max, scrittore in crisi che finisce per affezionarsi profondamente a lei.

Attorno a questo nucleo si muovono relazioni fragili e instabili, tra affetti che si intrecciano e identità che cercano un equilibrio. Anche Carlotta, ex di Max, conduce una vita divisa tra carriera e inquietudini personali, in un sistema in cui ogni gesto può avere conseguenze imprevedibili.

Ne nasce una sorta di favola contemporanea sui sentimenti e sulle loro combinazioni, dove la figura di Lina diventa il centro luminoso attorno a cui tutto si trasforma.

Premio Strega 2026: la dozzina. Lina e il sasso, di Mauro Covacich, La Nave di Teseo
Premio Strega 2026: la dozzina. I convitati di pietra di Michele Mari, Einaudi

I convitati di pietra – Michele Mari
Einaudi

Michele Mari parte da un’idea tanto semplice quanto inquietante: un gruppo di ex compagni di liceo stringe, subito dopo la maturità, un patto destinato a durare tutta la vita. Ogni anno versano una quota in un fondo comune che andrà al superstite rimasto.

Quello che nasce come un gioco si trasforma col tempo in una sfida sempre più oscura, dove amicizie, rivalità e rancori si riaccendono a ogni ritrovo. Le cene di classe diventano così momenti sospesi, in cui nostalgia e cinismo si mescolano, mentre ciascuno osserva gli altri anche come possibili “eliminati”.

Mari costruisce un romanzo sul tempo, sull’illusione dell’immortalità e sulle dinamiche nascoste nei rapporti umani, spingendo la storia fino a un futuro in cui il caso e le sue deviazioni finiscono per avere l’ultima parola.

Platone. Una storia d’amore – Matteo Nucci
Feltrinelli

Matteo Nucci racconta Platone in forma romanzesca, restituendolo come uomo, prima ancora che filosofo. Il punto di partenza è l’infanzia di Aristocle, tra la vita ad Atene e gli sconvolgimenti della guerra, fino all’incontro decisivo con Socrate.

Il romanzo segue il suo percorso, ma soprattutto mette al centro l’amore come forza motrice: quello sensuale, quello intellettuale, quello che attraversa tutta la sua visione del mondo. È da qui che nasce la sua idea di giustizia e di conoscenza.

Ne emerge il ritratto di un pensatore inquieto, sempre in bilico tra corpo e mente, tra desiderio e ragione. Più che una biografia, una rilettura viva e appassionata che prova a riportare Platone dentro l’esperienza umana, rendendolo sorprendentemente vicino.

Premio Strega 2026: la dozzina. Platone, di Matteo Nucci, Feltrinelli
Premio Strega 2026: la dozzina. Lo sbilico, di Alcide Pierantozzi, Einaudi

Lo sbilico – Alcide Pierantozzi
Einaudi

Nel cuore del romanzo c’è Alcide, quarant’anni e una diagnosi che prova a contenere ciò che gli accade dentro: disturbo bipolare, dissociazione, pensieri che si accavallano e deformano la realtà. Ma più che una storia clinica, Lo sbilico è un racconto dall’interno, che segue da vicino l’esperienza concreta del disagio psichico.

Tra le giornate sospese in una cittadina dell’Abruzzo, il rapporto con la madre e i ricordi di un passato diverso, prende forma una narrazione frammentata e ossessiva, dove il confine tra percezione e allucinazione si fa sempre più incerto. I pensieri arrivano, si moltiplicano, occupano ogni spazio.

Pierantozzi costruisce così un libro intenso e diretto, che prova a dare un nome a ciò che spesso resta indistinto: il senso di smarrimento, la solitudine, la fatica di restare in equilibrio quando la realtà sembra continuamente sfuggire.

La sonnambula – Bianca Pitzorno
Bompiani

Bianca Pitzorno costruisce un romanzo che mescola avventura, mistero e formazione attorno alla figura di Ofelia Rossi, donna segnata fin da bambina da un dono inquietante: improvvisi svenimenti accompagnati da visioni del futuro.

Costretta a fuggire da un matrimonio che si rivela una trappola, Ofelia si reinventa in Sardegna come “sonnambula”, offrendo vaticini alle donne della città. Più che predire il futuro, però, ascolta, raccoglie inquietudini e desideri, trasformandoli in parole.

Quando eventi inspiegabili iniziano a sfuggire al suo controllo, il passato torna a farsi vivo. Pitzorno intreccia una storia ricca e stratificata, tra elementi gotici e ironia, che mette al centro una protagonista capace di sfidare il proprio destino e il mondo che la circonda.

Premio Strega 2026: la dozzina. La sonnambula, di Bianca Pitzorno, Bompiani
Premio Strega 2026: la dozzina. L'invenzione del colore, di Christian Raimo, La Nave di Teseo

L’invenzione del colore – Christian Raimo
La Nave di Teseo

Christian Raimo costruisce un romanzo che prende avvio da una leggenda familiare: il padre del protagonista avrebbe contribuito a qualcosa che ha cambiato la storia del cinema. Un segreto mai davvero chiarito, che riemerge quando, anni dopo la sua morte, torna a visitarlo nei sogni.

Da qui nasce una ricerca intima e incerta, a metà tra indagine e memoria, in cui il protagonista – insegnante, cinquantenne, alle prese con relazioni fragili e irrisolte – prova a ricostruire la figura del padre e, insieme, la propria storia.

Esplorando ricordi personali e immaginario collettivo, il romanzo attraversa il Novecento italiano, tra cinema, industria e trasformazioni sociali. Ne esce un racconto che intreccia nostalgia e identità, dove capire il passato diventa un modo per ridefinire se stessi.

Vedove di Camus – Elena Rui
L’Orma

Elena Rui parte dalla morte improvvisa di Albert Camus per raccontare ciò che resta: non solo il vuoto lasciato da uno dei grandi intellettuali del Novecento, ma soprattutto le vite di quattro donne che lo hanno amato.

La moglie Francine, l’attrice Maria Casarès, Catherine Sellers e la pittrice Mette Ivers si ritrovano, in modi diversi, “vedove” dello stesso uomo. Attraverso le loro voci prende forma un racconto che evita giudizi e semplificazioni, restituendo la complessità dei legami affettivi.

Più che una ricostruzione biografica, il romanzo diventa così una riflessione sull’amore e sulle sue ambiguità, sui confini incerti tra fedeltà, desiderio e perdita.

Premio Strega 2026: la dozzina. Vedove di Camus, di Elena Rui, L'Orma
Premio Strega 2026: la dozzina. Acqua sporca, di Nadeesha Uyangoda, Einaudi

Acqua sporca – Nadeesha Uyangoda
Einaudi

Nadeesha Uyangoda intreccia una storia familiare che si muove tra Italia e Sri Lanka, seguendo le vite di quattro donne legate da rapporti complessi e da un senso comune di sradicamento. Tutto prende avvio dalla decisione di Neela di tornare nel Paese d’origine dopo trent’anni, un gesto che riattiva tensioni profonde e irrisolte.

Attorno a lei si muovono la sorella Himali, alle prese con ideali politici e assenze, Pavitra, segnata da una vita precaria, e Ayesha, che in Italia fatica a trovare stabilità e direzione. Le loro storie si intrecciano tra passato e presente, tra due luoghi che definiscono e allo stesso tempo mettono in crisi l’identità.

Ne nasce un romanzo che affronta temi come migrazione, appartenenza e classe, costruendo un affresco ampio e contemporaneo, capace di restituire le fratture e le contraddizioni del mondo di oggi.

Occhi di bambina – Marco Vichi
Guanda

Lo scrittore fiorentino Marco Vichi, autore della serie dedicata al commissario Bordelli, racconta qui una storia vista attraverso gli occhi di Arianna, sette anni, divisa tra l’affetto rassicurante dei nonni e il desiderio di tornare dalla madre. È da questa scelta iniziale che prende avvio un percorso segnato da spostamenti, paure e domande senza risposta.

Ambientato negli anni Ottanta, il romanzo segue la crescita della bambina mentre cerca di orientarsi in un mondo di adulti instabili e di situazioni che non comprende fino in fondo. Sullo sfondo, una minaccia costante, mai del tutto esplicitata, che rende ogni equilibrio fragile e provvisorio.

Con uno sguardo limpido e diretto, Vichi costruisce una storia intensa che mette al centro l’infanzia e la sua capacità di resistere anche nelle condizioni più difficili.

Premio Strega 2026: la dozzina. Occhi di bambina, di Marco Vichi, Guanda

La dozzina del Premio Strega 2026 conferma ancora una volta la vitalità della narrativa italiana contemporanea, che offre uno sguardo ampio su temi, linguaggi e sensibilità diverse. In attesa della cinquina finale, questi titoli rappresentano già una mappa significativa dei libri protagonisti del Premio Strega 2026.

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