• Cristina Cassar Scalia durante la video intervista su Le terme dell’Indirizzo per La Regola dei Tre

Le terme dell’Indirizzo: Cristina Cassar Scalia racconta Vanina Guarrasi con La Regola dei Tre

Cristina Cassar Scalia, Le terme dell’Indirizzo e Vanina Guarrasi: guarda la video intervista de La Regola dei Tre e scopri il nuovo romanzo.

Una sigaretta, e Vanina è subito Vanina

Basta una sigaretta. Accesa quasi sempre, spenta e rigirata tra le dita quando non si può fumare. In Le terme dell’Indirizzo, Cristina Cassar Scalia ritrova Vanina Guarrasi con uno dei gesti che la accompagnano fin dalla nascita del personaggio. L’ha immaginata così fin dalla prima pagina in cui ha cominciato a scrivere di lei e, libro dopo libro, ha continuato a restituirla ai lettori con quel gesto ormai familiare. Perché Vanina cambia, naturalmente. Sono passati dieci romanzi dal suo esordio e nel frattempo sono cambiate le indagini, le relazioni, perfino alcuni equilibri della sua vita. Ma ci sono caratteristiche che restano. Cristina Cassar Scalia le considera essenziali: sono quei piccoli tratti che rendono un personaggio riconoscibile e che il lettore, quando torna a incontrarlo, si aspetta di ritrovare. La sigaretta è uno di questi.

Copertina di Le terme dell’Indirizzo di Cristina Cassar Scalia, Einaudi

In Le terme dell’Indirizzo (Einaudi), la nuova indagine del vicequestore palermitano trapiantato a Catania, ritroviamo la Vanina che conosciamo. Ma con La Regola dei Tre abbiamo provato a fare il percorso inverso: partire proprio da alcuni di quei dettagli per capire che cosa raccontano del personaggio e, magari, anche della donna che lo ha creato.

Il primo oggetto pescato dalla nostra borsa è appunto una sigaretta. E qui arriva subito una precisazione di Cristina Cassar Scalia: no, quella non viene da lei.

Sul cibo, invece, il confine tra autrice e personaggio diventa decisamente più sottile.

Vanina è famosa anche per le sue colazioni. Non soltanto la prima: la seconda, la terza e tutte quelle che, vivendo a Catania, verrebbe voglia di concedersi. Cassar Scalia ammette di aver approfittato della libertà della narrativa: fa mangiare al suo personaggio quello che piacerebbe mangiare a lei. «Su tutto quello che lei mangia siamo parecchio d’accordo».

Un uomo senza nome e un’indagine che parte quasi da zero

Il secondo oggetto è decisamente meno rassicurante. Un pezzo di stoffa bruciato e bagnato che ci porta direttamente dentro Le terme dell’Indirizzo.

Il romanzo si apre infatti con il ritrovamento del corpo semicarbonizzato di un uomo. La pioggia del giorno precedente ha formato una pozzanghera e proprio l’acqua impedisce alle fiamme di distruggerlo completamente. Il volto si salva, ma per Vanina Guarrasi e la sua squadra il problema resta enorme: per molte pagine di quell’uomo non si conosce neppure il nome. Si sa soltanto che è un senzatetto e che tutto ciò che avrebbe potuto aiutare a identificarlo è andato distrutto nel fuoco.

È da pochissimo, dunque, che prende forma l’indagine. E questa volta, fin dal ritrovamento del cadavere, c’è anche Biagio Patanè, il commissario in pensione che fa parte ormai della squadra “ufficiosa” di Vanina.

Ma intorno a lei c’è una costellazione di personaggi che, romanzo dopo romanzo, è diventata quasi importante quanto i casi da risolvere. E in Le terme dell’Indirizzo uno di questi rapporti attraversa una fase piuttosto insolita.

Vanina tra Catania, Palermo e una serenità sospetta

Vanina vive e lavora a Catania, ma resta profondamente palermitana. «Difficilmente un palermitano diventa catanese», scherza Cristina Cassar Scalia. Nel caso di Vanina, però, la distanza da Palermo non è soltanto geografica. È una lontananza che continua a imporsi, pur amando profondamente la città da cui proviene.

A Palermo c’è anche Paolo Malfitano, l’uomo che Vanina aveva lasciato anni prima e che era ricomparso nella sua vita fin dal primo romanzo. Tra loro, da allora, non sono mancati allontanamenti e ritorni. In Le terme dell’Indirizzo, però, li ritroviamo in un momento diverso.

Vanina, dice Cassar Scalia, è in una fase «incredibilmente serena». E chi la conosce sa già che l’avverbio è quasi più sorprendente dell’aggettivo. È una condizione piuttosto eccezionale nella sua storia, della quale lei stessa sembra conoscere la precarietà.

Ed è forse proprio questo uno degli elementi che permettono a una serie arrivata al decimo romanzo di non restare immobile. Ci sono caratteristiche che devono tornare — la sigaretta, le colazioni, Palermo sempre presente anche da lontano — ma intorno a quei punti fermi la vita di Vanina continua a muoversi.

Cristina Cassar Scalia con Le terme dell’Indirizzo durante l’intervista con Elizabeth Cappaa

Il tratto di Cristina che è finito dentro Vanina

Il terzo oggetto ci porta davanti a uno schermo, rigorosamente in bianco e nero. Perché se con le sigarette Cristina Cassar Scalia e Vanina Guarrasi non potrebbero essere più lontane, c’è una passione che invece condividono fino in fondo: quella per il vecchio cinema.

Ed è qui che, nella nostra Regola dei Tre, autrice e personaggio finiscono davvero per sovrapporsi. Cassar Scalia racconta che l’amore per i vecchi film è l’unico tratto di sé che ha consapevolmente trasferito a Vanina. Soprattutto il cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta, che continua a vedere e rivedere e che considera una stagione difficilmente superabile.

Nei romanzi quei film diventano anche un rifugio. Vanina li sceglie talvolta perché la fanno sorridere, altre volte semplicemente perché le permettono di non pensare. Ma una passione così rétro ha bisogno di qualcuno con cui essere condivisa. E allora Cassar Scalia ha fatto un altro piccolo regalo alla sua protagonista: Adriano Calì. «Le ho dato Adriano Calì», dice, qualcuno con cui guardare e parlare di quel cinema che entrambe amano.

Alla fine i tre oggetti hanno fatto esattamente quello che speravamo: ci hanno portato dentro Le terme dell’Indirizzo, ma soprattutto un po’ più vicino a Vanina e alla sua autrice. Tra ciò che Cristina Cassar Scalia le ha inventato, ciò che le ha regalato e quel poco che, quasi inevitabilmente, le ha prestato di sé.

E prima di salutarci c’è stato spazio anche per guardare avanti. In autunno arriverà un nuovo libro di Cristina Cassar Scalia, ma questa volta Vanina non ci sarà. L’autrice non anticipa altro, se non due indizi: non sarà un giallo e sarà un libro molto siciliano. Per il resto, nessuno spoiler.

E noi, naturalmente, aspettiamo.

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