INTELLIGENZA ARTIFICIALE, RISCHI E OPPORTUNITÀ

Cominciamo sgomberando il campo dalle paure: le “superintelligenti macchine coscienti” – che potrebbero rivelarsi malvage, cercare  di schiavizzarci o di ucciderci, non sono all’orizzonte. Questo sostiene ne L’intelligenza artificiale. Una guida per esseri umani pensanti (Einaudi, 2022) Melanie Mitchell, docente di Complessità presso il Santa Fe Institute, secondo la quale l’aspetto più preoccupante relativo ai sistemi di IA è, piuttosto, il rischio di concedere loro troppa autonomia senza considerarne appieno limiti e fragilità. “Abbiamo la tendenza ad antropomorfizzarli: attribuiamo loro qualità umane sopravvalutando così fino a quale punto possiamo concedere loro piena fiducia”. Una preoccupazione più plausibile, piuttosto, dovrebbe riguardare i possibili usi pericolosi e fraudolenti degli algoritmi e dei dati. Da parte di esseri umani malvagi, non di macchine malvage.

Ma la guida della scienziata informatica americana, oltre che razionalizzare le nostre ansie, illustra anche il funzionamento di macchine che imitano l’apprendimento, la percezione, il linguaggio e persino la creatività e il buon senso umani.

È scritto a tre mani L’era dell’Intelligenza artificiale (Mondadori, 2023), in cui l’ex segretario di Stato e premio Nobel per la pace Henry Kissinger, l’esperto di tecnologia Eric Schmidt e l’informatico Daniel Huttenlocher, decano del Massachusetts Institute of Technology, riflettono sull’intelligenza artificiale, su come stia trasformando il nostro modo di sperimentare la realtà e su come rappresenti oggi un terreno di gioco fondamentale che determinerà gli assetti geopolitici futuri.

Nel saggio si paragona il potenzialmente sovversivo avvento della stampa nell’Europa del XV secolo all’attuale rivoluzione dell’IA, che è destinata a produrre scenari di conoscenza e comprensione senza precedenti. Con il rischio, però, che determinati modelli individuati nelle masse di dati diventino ortodossia, provocando così non solo una diminuzione della capacità umana di indagare con il giusto scetticismo – elemento che ha caratterizzato la nostra epoca, ma anche la riduzione del ruolo dell’individuo nell’esaminare, verificare e dare senso alle informazioni.

“Nell’era dell’intelligenza artificiale la ragione umana si ritroverà allo stesso tempo aumentata e diminuita. A mano a mano che l’IA viene cucita nel tessuto dell’esistenza quotidiana, espande tale esistenza e la trasforma, l’umanità sarà animata da impulsi conflittuali”. Sotto la spinta di una logica secondo la quale – a fronte di tecnologie che travalicano la comprensione del profano – vale la pena rimettersi ai giudizi dell’AI piuttosto che a quelli umani, potrebbe verificarsi un re-incantamento del mondo in cui i pronunciamenti dell’AI assumono valenza oracolare. I leader del mondo dovranno affrontare le implicazioni della nuova tecnologia, sulla cui applicazione avranno il dovere di assumere una considerevole responsabilità.

E proprio a proposito di responsabilità, è cruciale comprendere le trasformazioni tecnologiche con le sue sfide etiche.

Luciano Floridi, professore ordinario di filosofia ed etica dell’informazione presso l’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford, in Etica dell’intelligenza artificiale (Raffaello Cortina Editore, 2022), attribuisce un posto speciale alla nostra generazione, l’ultima a cavallo tra una realtà completamente analogica e una sempre più digitale. La rivoluzione digitale è infatti appena cominciata e per questo abbiamo (ancora) la possibilità di plasmarla in modi positivi che possono far progredire sia l’umanità che il Pianeta. Per questo è fondamentale comprendere le trasformazioni tecnologiche in atto sotto i nostri occhi, perché “L’IA può aiutarci a conoscere comprendere e prevedere di più e meglio le sfide che stanno diventando così impellenti, in particolare il cambiamento climatico l’ingiustizia sociale e la povertà globale. La corretta gestione di dati e processi da parte dell’IA può accelerare il circolo virtuoso tra maggiori informazioni, migliore scienza e politiche più avvedute”. Perché la conoscenza è potere solo se si traduce in azione.

Il contributo di Floridi, che riguarda lo sviluppo di una filosofia del nostro tempo per il nostro tempo, richiede una conoscenza di livello universitario della filosofia, un po’ di pazienza, il giusto tempo e una mente aperta.

Di segno contrario, cioè davvero alla portata di tutti, ChatGPT For Dummies (Hoepli, 2023), di Bonaventura Di Bello, autore di videogiochi e scrittore di informatica divulgativa che, con una serie di esempi pratici, insegna le tecniche di “interrogazione” dell’Intelligenza Artificiale alla base di ChatGPT, ottenendo un aiuto prezioso nel quotidiano, per le attività professionali e per quelle scolastiche.

E le ricadute più immediate dell’IA sul mondo dei libri? È di questi giorni la notizia secondo la quale migliaia di autori stanno richiedendo alle aziende tecnologiche il pagamento per l’uso delle loro opere nel training degli strumenti di intelligenza artificiale. In una lettera aperta gli scrittori hanno accusato le aziende di IA di trarre ingiustamente profitto dalle loro opere. Tra i firmatari, alcuni dei più celebri scrittori del mondo, tra cui Margaret Atwood, Dan Brown, Jonathan Franzen, James Patterson, Jodi Picoult e Philip Pullman.

Vai all’indice del Blog