OPPENHEIMER

Christopher Nolan, con il suo biopic problematico e obliquo OPPENHEIMER, volutamente lontano dal canone agiografico hollywoodiano, si è affermato, secondo i dati di questi giorni, come il film biografico più visto al mondo (912,7 milioni di dollari di incasso al 17 settembre).

E in effetti, pur a suo agio nella tradizionale visione del mondo “all’americana” che contrappone il bene al male, Nolan nel suo film pone lo spettatore dinanzi a quesiti morali quanto mai attuali attorno al rapporto scienza/società.

Per approfondire la figura dello scienziato al centro del Progetto Manhattan che visse in prima persona le laceranti contraddizioni tra la sua personale propensione umanitaria e i devastanti effetti della bomba atomica, è  impossibile prescindere dalla monumentale biografia di Kai Bird e Martin J. Sherwin, pubblicata per la prima volta nel 2005 e premiata giustamente con il Pulitzer:  Oppenheimer. Trionfo e caduta dell’inventore della bomba atomica (Garzanti ), sulla quale lo stesso regista si è basato.

Ma sono numerosi i libri che consentono di analizzare la vita e le scelte del padre dell’atomica. Abraham Pais, fisico insigne nonché collega di Oppenheimer a Princeton, in Oppenheimer. La tragedia di uno scienziato: dalla bomba atomica alla guerra fredda (Mondadori), unisce competenza scientifica, accuratezza storica e esperienza diretta per disegnare la parabola prima ascendente e poi discendente del grande genio della fisica.

Anche il fisico statunitense Jeremy Bernstein ebbe esperienza personale del grande scienziato, del quale ebbe modo di seguire le lezioni. In Oppenheimer. Ritratto di un enigma (Castelvecchi), con grande talento di narratore Bernstein prova a rispondere a quelle domande a cui Oppenheimer, col suo carattere scontroso, forse si sarebbe sottratto: sentiva di avere «le mani sporche di sangue» per Hiroshima e Nagasaki? Come si ritrovò «a flirtare con il Partito Comunista», trovandosi poi vittima della caccia alle streghe dell’FBI? Come spiegava i «suoi sentimenti ambigui sull’essere ebreo»?

Diverso lo sguardo del filosofo e scrittore britannico Ray Monk, professore emerito di filosofia all’Università di Southampton, che in Robert Oppenheimer. L’uomo che inventò la bomba atomica (Bompiani), analizza nel profondo la personalità di Oppenheimer e grazie a un’indagine dotta e accurata prova a risolvere l’enigma delle motivazioni che spinsero lo scienziato a capitanare il progetto dell’atomica.

Infine, per saggiare direttamente la visione del mondo e della scienza del fisico al centro del Progetto Manhattan, suggeriamo il volume Quando il futuro sarà storia (Utet), otto lezioni e conferenze tenute personalmente dallo scienziato in ambiti diversissimi – di fronte a studenti,  generali, diplomatici e gente comune.

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