Romanzi, thriller e voci internazionali: le pubblicazioni più interessanti del mese
Tra i libri in uscita a febbraio 2026 c’è, curiosamente, una tensione condivisa: il desiderio di misurarsi con il presente. Alcuni titoli per farlo passano dalla Storia e dalle sue ferite, altri usano l’innesco del noir per esplorarne le zone grigie, altri ancora si servono delle dinamiche famigliari, sempre complesse, altri ancora ci mettono di fronte ai dilemmi morali che l’avanzare dell’intelligenza artificiale può scatenare. Libri molto diversi tra loro, per tono e ambientazione, che però sembrano muoversi nella stessa direzione: non spiegare il mondo in cui viviamo, ma provare a leggerlo, mettendone a nudo contraddizioni e domande aperte.
Il bambino che perse la guerra – Julia Navarro Fernández (Salani, 3 febbraio)
Julia Navarro Fernández racconta i totalitarismi del Novecento partendo da una frattura privata: quella di Pablo, bambino diviso tra due madri e due mondi. Nell’inverno del 1938, nella Madrid della Guerra civile ormai al tramonto, il padre decide di strapparlo a Clotilde e mandarlo in Unione Sovietica, convinto che salvare il figlio significhi allontanarlo da lei.
Madrid non scompare mai davvero: resta come un’origine perduta, una ferita che accompagna Pablo anche a distanza. A Mosca cresce accanto ad Anja, poetessa e madre d’adozione, nei circoli letterari clandestini e sotto lo sguardo vigile del Partito, dove l’arte diventa sospetta e l’ombra del gulag incombe su chi continua a credere nella libertà. Tra separazioni irreversibili e scelte imposte, il romanzo intreccia Storia e intimità, mostrando cosa resta quando a pagare il prezzo delle ideologie sono i più fragili.


Darkness. E dentro il buio mi vedrai – Martta Kaukonen (Longanesi, 3 febbraio)
Ira è una giovane giornalista che lavora nel principale quotidiano finlandese insieme al padre Arto, con cui ha da poco ricucito un rapporto difficile. La sua vita sembra finalmente stabile, finché un ricordo violento riaffiora: l’immagine di un uomo ucciso con una scure. Un incubo, un’allucinazione, o qualcosa che è davvero accaduto?
Mentre Ira si occupa di casi di cronaca nera sempre più simili a ciò che crede di ricordare, l’ispettrice Kerttu indaga su un omicidio brutale legato a un diario che sembra scritto dalla mano dell’assassino. Dopo Butterfly, Martta Kaukonen firma un thriller psicologico teso e claustrofobico, in cui la linea tra realtà e illusione si assottiglia fino a scomparire e l’unico modo per salvarsi sembra essere affrontare ciò che la mente ha cercato di seppellire.
Lettere mortali – Daniel G. Miller (Newton Compton, 3 febbraio)
Hazel ha tutto ciò che ha sempre desiderato: un’agenzia investigativa di successo, una relazione stabile, una vita che finalmente sembra sotto controllo. L’equilibrio si spezza quando la polizia di New York ritrova il corpo di un sacerdote di quartiere molto amato accanto a una misteriosa lettera rossa.
Dopo aver accettato di indagare per aiutare una vecchia amica, Hazel scopre che l’omicidio non è un caso isolato: altre lettere, altre vittime, e un disegno sempre più inquietante che affonda le radici nel suo passato. Daniel G. Miller costruisce un thriller a ritmo serrato, fatto di false piste e tensione costante, in cui l’indagine diventa una discesa personale nel dubbio e nella paura.


Nessuna via d’uscita – Michael Connelly (Piemme, 5 febbraio)
Tra i libri in uscita a febbraio 2026 più legati all’attualità, Michael Connelly riporta Mickey Haller in aula con una causa che mette in discussione la responsabilità dell’intelligenza artificiale. Questa volta l’avvocato non difende un imputato, ma rappresenta la famiglia di una ragazza uccisa da un sedicenne che potrebbe essere stato istigato da un chatbot.
Affiancato dal giornalista Jack McEvoy, Haller affronta una battaglia civile in cui sono in gioco interessi miliardari e una tecnologia ancora in gran parte non regolamentata. La strategia legale, ispirata al celebre “sacrificio del cavallo” di Deep Blue contro Kasparov, diventa una mossa estrema. Connelly firma un legal thriller teso e lucidissimo, che trasforma il tribunale in un campo di prova per le nostre certezze etiche.
L’impronta del lupo – Jo Nesbø (Einaudi, 5 febbraio)
Minneapolis, 2016: una città segnata dalla violenza delle gang e da una tensione che sembra non concedere tregua. L’uccisione di un trafficante d’armi riporta alla luce la figura di Lobo, killer feroce degli anni Novanta forse mai davvero scomparso.
A indagare è Bob Oz, detective ostinato, segnato da dipendenze e fallimenti, che compensa ogni limite con una tenacia quasi autodistruttiva. Più l’inchiesta avanza, più emerge un’ambiguità disturbante: Lobo non cerca vendetta, ma una sua personale idea di giustizia. Nesbø costruisce un noir cupo e morale, in cui bene e male si confondono e la violenza nasce da ferite mai rimarginate.


Non scrivere di me – Veronica Raimo (Einaudi, 5 febbraio)
La morte di Dennis May è una notizia qualunque per il mondo, ma per S. è la fine sbagliata di una storia mai davvero conclusa. Dennis è stato amore, umiliazione, promessa e alibi: la possibilità di immaginare un’altra vita e il modo per restare ferma.
Con una voce magnetica, ironica e spietata, Veronica Raimo racconta il desiderio che si annida nel trauma, l’ambiguità del ruolo della vittima e il bisogno di narrazione. Non scrivere di me non cerca consolazioni né risposte facili: mette in scena l’attesa come ferita e come nodo irrisolto, interrogando il nostro rapporto con la memoria, la giustizia e il senso stesso del racconto.
Tre nomi – Florence Knapp (Garzanti, 10 febbraio)
In una notte di tempesta nasce il figlio di Cora. Quale nome dare al bambino? Gordon, come vorrebbe il marito; Julian, il nome che lei sente più vicino; oppure Bear, suggerito dalla figlia maggiore? Da questa esitazione nasce il racconto di tre scenari paralleli, tre vite diverse, tre diversi destini.
Romanzo d’esordio di un’autrice inglese, Tre nomi riflette su maternità, potere e responsabilità, mostrando come una scelta apparentemente minima possa modellare un’intera esistenza. Rimasto per mesi ai vertici delle classifiche britanniche, il libro è diventato un caso editoriale internazionale capace di parlare a lettori molto diversi con una domanda semplice e vertiginosa: quanto di ciò che siamo nasce da una decisione apparentemente semplice che ci precede?


Colpevolezza – Bruce Holsinger (E/O, 11 febbraio)
Un incidente stradale causato da un’auto a guida autonoma travolge una coppia di anziani, uccidendoli. Alla guida c’è un ragazzo di diciassette anni, al suo fianco il padre e dietro la madre e le due sorelle. Ogni membro della famiglia custodisce un dettaglio taciuto, una parte di responsabilità, una possibile colpa nella disgrazie.
Scelto per l’Oprah’s Book Club 2025, Colpevolezza unisce la tensione del thriller alla profondità del dramma familiare, interrogando il nostro rapporto con la tecnologia e con l’idea stessa di responsabilità morale. Bruce Holsinger costruisce un romanzo attualissimo, in cui l’innovazione promette controllo ma moltiplica le zone d’ombra.
Ballo a Versailles – Danielle Steel (Sperling & Kupfer, 12 febbraio)
Estate 1959, Palazzo di Versailles: una notte di gala fa da cornice al debutto in società di quattro giovani donne americane e francesi. Per ognuna di loro, quel ballo non è solo un rito mondano, ma un passaggio decisivo verso l’età adulta.
Sotto lo scintillio degli abiti emergono sogni, fragilità e aspettative spesso in conflitto con ciò che il mondo pretende. Danielle Steel costruisce in cui il glamour è niente altro che un mezzo per raccontare il momento fragile in cui si è costretti a scegliere chi diventare.


Lezioni sull’odio – Michela Murgia (Einaudi, 19 febbraio)
Nato da una serie di lezioni pubbliche, Lezioni sull’odio affronta uno dei grandi tabù del nostro tempo. Michela Murgia parte da una provocazione netta: l’odio non è sempre distruttivo. Può diventare una virtù, se riconosciuto e disciplinato.
Attraversando riferimenti che vanno dalle maledizioni sarde ai salmi biblici, da Grazia Deledda alle lettere di san Paolo, Murgia smonta i meccanismi culturali che censurano l’odio per poi lasciarlo esplodere in forme tossiche. Pubblicato postumo, il libro conferma la forza di una voce capace di parlare ancora al presente senza attenuanti.
Le ragazze di Tunisi – Luca Bianchini (Mondadori, 19 febbraio)
Alla vigilia dell’indipendenza, tra il 1959 e il 1961, Tunisi è una città cosmopolita “sospesa”. Qui Maria cresce le sue tre figlie adolescenti mentre il mondo intorno si prepara a cambiare, tra convivenze fragili, piccoli riti quotidiani e addii imminenti.
Luca Bianchini intreccia memoria familiare e racconto collettivo, restituendo una storia comune a molti italiani cresciuti tra più identità. Un romanzo colorato, attraversato da malinconia e ironia, che racconta il momento in cui l’infanzia finisce e il futuro smette di essere scontato rivela tutte le sue sorprese.


Buio – Vera Buck (Giunti, 25 febbraio)
Comprare una casa in Italia per un euro sembra l’occasione perfetta per ricominciare. Per Tilda, architetto tedesco in fuga dal passato, la villa di Botigalli, in Barbagia, promette isolamento e semplicità. Ma il silenzio del paese si incrina presto.
Un massacro avvenuto nell’estate del 1982 riaffiora tra presenze inquietanti e segreti mai chiariti. Con l’aiuto di un giornalista, Tilda scava in una memoria collettiva rimossa. Buio è un thriller atmosferico che trasforma l’isolamento in minaccia e il passato in una presenza ostinata.
